Ballo di gruppo
Pizzata e bla bla bla, a chiacchierare di tutto e di niente cercando di inquadrare qualche preda appetibile, alzandomi dalla sedia con fare da regina per mostrare le mie forme fasciate in un vestitino stretch nero. Conto e via verso la discoteca.
Seduti al privé ci scoliamo la bottiglia di champagne e, con la carica dell’alcol, ci spostiamo verso il centro della pista. Tenendoci per mano, io, Sara e Francesca balliamo in modo sensuale; poi ci separiamo e, a turno, ci accarezziamo. Sara alza le braccia sopra la testa mentre io e Francesca le tocchiamo il corpo, abbassandoci verso il pavimento per poi risalire e scambiarci di posto. Gli occhi sono tutti puntati su di noi, compresi quelli dei nostri amici Samuel e Giorgio, che timidamente si avvicinano.
Francy balla con Gio, io e Sara con Sam. Sento la sua erezione premere contro i miei glutei e, dopo essermi goduta per un po’ quella piacevole sensazione, faccio girare la mia amica in modo che possa approfittarne anche lei e, infatti, mi urla all’orecchio: «Ammazza se è duro!». Ovviamente voglio testare anche il pacco dell’altro. Lo guardo e… aspetto. Con calma viene da me, mentre Francesca si incolla a un altro ragazzo. Ok, l’abbiamo persa.
Non mi tocca, non mi sfiora. Solo dopo aver sussurrato qualcosa all’orecchio di Sara si gira verso di me e, dal modo in cui mi guarda, capisco di aver acceso la curiosità. Eh eh, ti piacerebbe saperlo, bello mio. Ovviamente non cedo, ma ne approfitto per appoggiargli una mano dietro il collo e sfiorargli l’orecchio con le labbra mentre gli rispondo. Poi lo ignoro e riprendo a ballare da sola. Lui cerca il dialogo, io cerco altro e la frustrazione si fa sentire.
Le tre arrivano in fretta e, molto gentilmente, ci invitano a lasciare il locale. Incrociamo Francesca che, come già si era intuito, se ne va con la nuova fiamma e noi decidiamo di andare a fare colazione. Caffè, bombolone e di nuovo parole, parole, troppe parole per quell’ora, e io sono troppo su di giri per reggerle. E vabbè, penso, questa serata è andata così. Saliamo sull’auto di Samuele: Sara accanto a lui, io dietro con Giorgio. La prima a scendere dovrei essere io, ma sia sempre lodata la mia partner in crime che, dichiarando di non resistere più e di dover fare assolutamente pipì, chiede se possiamo salire un attimo da me.
Digito il codice, apro la porta, accendo la luce e avete presente quella canzone: “Ho visto lei che bacia lui che bacia lei che bacia me”? Ecco, esattamente così. Bacio la mia compagna di giochi, che subito dopo si lascia andare a un lungo bacio con Samuele. «Se tu preferisci guardare la televisione te l’accendo», dico a Giorgio, passandogli un dito sul petto. «Ho capito che non ti interesso e non voglio insistere. Comunque, quello che le ho detto all’orecchio era solo che volevo sentire il sapore della tua pelle». Mi afferra e mi stringe a sé, e io finalmente posso toccarlo. «Ma cazzo, ero io che pensavo di non interessarti». Andiamo bene. La prossima volta preparerò un cartello.
Li accompagno in camera. Io e Sara ci spogliamo, ci inginocchiamo sul letto e ci palpeggiamo davanti a loro che, dopo essersi sfilati pantaloni e camicia, si masturbano. Si avvicinano a noi: Sam lecca le natiche di Sara, mentre Giorgio mi fa finalmente sentire ciò che avrei voluto percepire già in discoteca, il suo membro premuto contro il mio culo. Ci sistemiamo in modo tale da poterli spompinare. Gemiti, succhiate e l’inconfondibile suono del cazzo che arriva in gola: questa la musica che riempie la stanza per alcuni minuti. Adoro quando i due maschi avvicinano le cappelle e noi gliele lecchiamo insieme. Ora basta, però! È ora di prenderlo.
Ci posizioniamo a pecorina, quasi una di fronte all’altra; mica vogliamo tirarci testate, ma abbastanza per far sì che io e Sara possiamo baciarci. Sam, che già l’aveva preparata, glielo sbatte subito dentro. Gio sputa sul mio ano e la saliva cola sulla figa e, oh sì, eccolo entrare. Li incitiamo a scoparci e sbatterci forte e loro eseguono magistralmente. Dio, quanto amo questa posizione.
Mi massaggio il clitoride e vengo e, poco dopo, è la volta di Sara. Come se ci fosse un tacito accordo scendiamo dal letto e ci mettiamo a terra, pronte a ricevere la sborra dei nostri uomini. Giorgio mi riempie la faccia, mentre Samuele le viene più che altro in bocca. Ennesimamente le nostre labbra si incontrano, così posso assaggiare lo sperma di Sam; poi lei raccoglie con le dita il seme di Giorgio e ce lo dividiamo.
Questo sì che è un venerdì sera, signori miei!
Jasmine