Shibari: quando una corda diventa un linguaggio
Lo shibari è una pratica giapponese di bondage con corde, nella quale una persona lega il corpo di un’altra attraverso tecniche e configurazioni precise. Le legature possono limitare i movimenti, creare determinate posture o semplicemente disegnare forme sul corpo.
Lo shibari affascina perché è una pratica che unisce estetica, erotismo e sensorialità. È un gioco nel quale fiducia e controllo sono parte integrante dell’esperienza.
Ma ridurlo semplicemente all’atto di legare qualcuno sarebbe un errore. Dietro lo shibari esistono una storia e una tecnica ben precisa.
Dall’arte della corda allo shibari moderno
Le origini vengono generalmente ricondotte alle tecniche giapponesi di immobilizzazione con la corda, note come hojōjutsu, utilizzate in epoca feudale. Lo shibari contemporaneo, però, non è semplicemente la continuazione di quelle pratiche: nel corso del Novecento l’uso della corda si è progressivamente spostato verso rappresentazioni artistiche ed erotiche, dando origine a ciò che oggi viene chiamato anche kinbaku.
Nello shibari moderno la corda viene utilizzata per creare legature attorno al corpo secondo schemi e tecniche differenti. Tra le più conosciute troviamo il takate kote, una legatura che coinvolge la parte superiore del corpo e le braccia; il futomomo, che lega la gamba ripiegata su se stessa; e l’ebi, una posizione raccolta che richiama nella forma quella di un gambero. Esistono poi le sospensioni, nelle quali il corpo viene sollevato parzialmente o completamente da terra e che richiedono una preparazione tecnica avanzata.
È quindi una pratica che richiede competenza. Una legatura eseguita male può comprimere nervi o compromettere la circolazione, mentre le sospensioni richiedono una preparazione ancora maggiore. Per questo imparare anatomia e tecniche di sicurezza è parte integrante dello shibari.
Perché essere legati può piacere?
Qui la risposta diventa molto personale. Per alcune persone il fascino nasce dalla componente estetica: le corde trasformano il corpo creando forme, linee e geometrie. Per altre è soprattutto una questione di sensazioni fisiche, date dalla pressione e dal contatto della corda sulla pelle.
Poi esiste la componente psicologica. Affidare temporaneamente parte del proprio movimento a un’altra persona può creare una particolare sensazione di vulnerabilità e fiducia. Dall’altra parte, chi lega assume responsabilità e controllo, prestando continuamente attenzione alle reazioni del partner.
Ed è probabilmente questo uno degli aspetti più interessanti dello shibari: la corda è soltanto lo strumento. Il vero gioco nasce da ciò che succede tra le persone che si trovano ai suoi due estremi.