Il salotto hot di Luxuryline: chiacchiere piccanti con Emma
Martina: È da un po’ che non aprivo il salotto hot di LuxuryLine e, mi chiedevo, quale modo migliore di tornare a questa sessione del blog se non con un’intervista a una delle ragazze che amate di più? Beh, è sempre rossa, la sua pagina schizza personalità da tutti i pori, ero curiosa anche io.
Accogliamo, e bando alle ciance, la magnetica e misteriosa Emma!!
Ma ciao signorina 112, benvenuta! Pronta a iniziare?
Emma: Prontissima!
Ciao Martina e ciao a chi ci legge.
Innanzitutto grazie, è bello tornare nel salotto hot di LuxuryLine.
E grazie anche per “magnetica e misteriosa”: è molto più elegante di “quella strana fissata con i cimiteri”. (ride)
Sono molto curiosa di scoprire quali domande tirerai fuori dal cilindro!
M: Bene. Allora partiamo dal sodo. Tu non lo sai ma mi vanto di portare sempre domande nuove e non ripetermi mai. Dunque, avevo pensato di chiederti…come sei arrivata a LuxuryLine e in questo mondo?
E: Diciamo che non è stata una folgorazione mistica, né mi è apparsa Sasha Grey in sogno dispensando consigli di carriera: è stata una scelta molto concreta, fatta con curiosità e con parecchi punti interrogativi.
M: Intanto che io vado a googlare “Saasha Greeey”, tu dimmi… Cosa ti aspettavi e cosa hai trovato in più…o in meno?
E: Mi aspettavo un ambiente un po’ più “meccanico”…
M: Aaahhh, Sasha Grey, ok. Mi sa che chi ci legge sapeva già. Ehm, scusa. E invece?
E: Penso anch’io. Invece ho scoperto che questo lavoro vive soprattutto di immaginazione, ascolto e improvvisazione. E, cosa che non avrei mai detto, anche di un sacco di risate.
M: Già. Non solo coi minidotati, hai ragione. Passiamo a una domanda un po’ più personale. Il lavoro ha modificato il tuo modo di sessare? Posizioni, oggetti…
E: I miei sex toys probabilmente dovrebbero ringraziare LuxuryLine, perché nei mesi hanno visto aumentare il loro carico di lavoro!
M: Me li immagino tutti in fila tipo pubblicità che saltellano e ti gridano “scegli me, scegli me”. Ma scherzi a parte, dimmi di più.
E: Scherzi a parte, ascoltare ogni giorno fantasie ed esperienze così diverse ti rende inevitabilmente più aperta e ti ritrovi a chiederti: “Ma davvero non ci avevo mai pensato?”. Alcune cose restano nel cassetto delle idee, altre invece finiscono direttamente nella vita reale. E devo dire che, a volte, i miei clienti riescono a risvegliare qualche mio kink. Quando succede, non sto solo interpretando un ruolo: mi lascio coinvolgere davvero. È una delle cose che rende questo lavoro così divertente.
M: E a che età hai iniziato a divertirti? Anzi, no: quanti anni avevi la prima volta? È cambiato nel tempo il tuo rapporto col sesso?
E: Sono stata parecchio precoce (prima adolescenza) ed è successo con una ragazza. Per tutti eravamo semplicemente due migliori amiche inseparabili. Noi, molto democraticamente, abbiamo lasciato che ognuno credesse quello che preferiva.
M: Saranno molto contente di saperlo le ragazze che chiamano qui. E dopo?
E: Col tempo è cambiato soprattutto il mio modo di concepire le relazioni: da ragazzina davo per scontato che la monogamia fosse l’unica strada possibile, perché è il modello con cui cresciamo quasi tutti. Oggi non la vedo più così; credo che il poliamore e la non monogamia etica siano alternative meravigliose per chi le sente proprie: richiedono molta più comunicazione, molta più onestà e molta più responsabilità di quanto si pensi. Non sono più facili, anzi. Ma per alcune persone possono essere molto più autentiche.
M: Sentila lei come riesce a essere sècchissi, vera ed elegante al contempo. Vediamo un po’, dimmi: quale riconosci essere la parte più arrapante di te, al telefono e dal vivo?
E: Di me direi la voce, le labbra e quel mix di dolcezza e faccia tosta che mi porto dietro. C’è da dire che sono una fan dell’erotismo velato e cerebrale: l’esplicito è facile, la vera sfida è riuscire a stuzzicare senza dover mettere tutto sul tavolo.
M: Erotismo velato e faccia tosta: combo pericolosa. E per arrapare te, cosa o chi ci vuole?
E: Invece per farmi arrapare servono intelligenza, ironia e fantasia. Il resto è contorno: il cervello resta la mia zona erogena più potente.
M: E, con cervello, hai mai pensato di cimentarti (o l’hai mai fatto), su OnlyFans o nel cinema porno?
E: Diciamo che non sono del tutto allergica all’obiettivo: chi frequenta la mia pagina sa che vendo alcune mie foto e che realizzo anche contenuti esclusivi per i clienti più curiosi.
M: We, ragazzi, un attimo. Dove andate? Niente abbiamo perso metà dei lettori che si sono fiondati sulla tua pagina. Qualche paletto?
E: Il volto resta rigorosamente fuori campo, mi piace che ci sia sempre qualcosa da immaginare.
M: Ecco, e a proposito di “qualcosa da immaginare” diamo a chi è rimasto qualcosa da immaginare di “gustoso”. Sai, c’è chi ha classificato addirittura quindici tipi di orgasmo femminile (a seconda della zona stimolata). Tu che mi dici dei tuoi? Clitoridei, vaginali, capezzoliali, ascellari…
E: Quindici? Io già faccio fatica a ricordarmi dove ho messo le chiavi, figuriamoci tenere un database degli orgasmi.
M: Ma lo sentirai arrivare da qualche parte.
E: Ma sai, soprattutto durante un orgasmo “sgancio” completamente il cervello, non sto lì a prendere nota. Io ho un approccio decisamente più pratico: meno calcoli e più sperimentazione. Anche perché il vero interruttore, spesso, sta molto più in alto di quello che pensiamo.
M: Vaaa beneee, hai un po’ aggirato la domanda. Proseguiamo, allacciandoci alla tua pagina. È molto particolare la tua presentazione, allora ti chiedo: cos’è per te l’equilibrio tra Eros e Thanatos? Come si manifesta nella tua vita?
E: Credo che Eros e Thanatos abbiano molto più senso insieme che separati: l’eros ci ricorda che siamo vivi, Thanatos che non lo saremo per sempre. È una consapevolezza che rende tutto più intenso: un bacio, una scopata, una risata, una pizza alle due di notte, condividere l’ascolto di una canzone.
M: Condivido.
E: Forse è anche per questo che amo il black humour: è il modo più elegante che conosco per guardare in faccia le cose inevitabili senza smettere di divertirsi.
M: Abbiamo parlato di black humour, di risate con chi ti chiama, ma ti sei mai incazzata così tanto con qualcuno qui da chiudergli il telefono in faccia? E fuori dal lavoro, da sbattere la portiera dell’auto? Qualcuno con cui sessavi, eh.
E: Diciamo che la pazienza è una virtù, ma non è il mio superpotere principale. (sorride) Mi è capitato di pensare “questa conversazione è arrivata al capolinea”, però poi prevale quasi sempre il lato professionale. Fuori dal lavoro, invece, la mia filosofia di vita è No bullshit: non ci arrivo nemmeno a sbattere la portiera dell’auto, taglio i ponti prima.
M: Sai chi stima molto la filosofia “No bullshit”? I carrozzieri! Scusa, ho una specie di sindrome per cui se non dico una stronzata ogni 4 minuti vado proprio in crisi d’astinenza. Tornando seri, stiamo finendo. Basta parlare di sesso o di chi ti chiama, parliamo solo di te, dei tuoi hobby. Cosa fa Emma nel suo tempo libero?
E: Se non sto leggendo qualcosa di macabro, probabilmente sto guardando un horror, un b-movie talmente brutto da diventare un capolavoro o ascoltando punk, post-punk e darkwave.
M: E chi l’avrebbe mai detto! E…?
E: E amo i musei un po’ polverosi, i cimiteri monumentali, i gatti che sembrano giudicarti.
Amo entrare in libreria pensando di restarci una decina di minuti, per poi uscire ore dopo con libri che non avevo previsto di comprare.
M: Peccato che in Italia siano chiusi di notte. Altrimenti una bella pizza in un cimitero, con punk di sottofondo e i gatti che ci guardano sarebbe la serata ideale. E invece qual è?
E: La mia serata ideale contempla musica dal vivo + tirare mattina con gli amici giocando ai board games più assurdi!
M: E io che googlo “board games”! Ah, i ggiovani d’oggi!! Giochi da tavolo, ok. Allora, mi aspetto l’invito a una serata di “board games”, eh. Io con le domande ho finito cara colleguccia, ma tu no! Adesso tocca a te: fatti una domanda che avresti voluto ti ponessi e dacci la risposta.
E: Domanda: Qual è la cosa che speri rimanga impressa di te dopo una telefonata?
Risposta: Che si siano sentiti liberi. Di ridere, di eccitarsi, di raccontarmi una fantasia particolare o una fragilità senza paura di essere giudicati. Se alla fine della chiamata resta solo un orgasmo, mi fa piacere. Se resta anche la sensazione di aver trovato qualcuno con cui essere davvero se stessi, allora credo di aver lasciato qualcosa di bello.
M: Oh, una delle risposte più complete che abbia mai ricevuto alle domande marzulliane. Emma, adesso hai finito anche tu. Grazie per averci dato un po’ più di te.
E: Grazie a te, mi sono divertita un sacco!
Grazie anche a chi è arrivato a leggere fino a qui: significa che, oltre agli ormoni, ogni tanto allenate anche la pazienza!
Adesso potete tornare alle vostre perversioni abituali, ci sentiamo in linea. (cuoricino nero)
M: E voi, sapete bene come, e se non lo sapete ve lo dico: per contattare Emma oralmente dovete prima dare un’occhiata alla pagina dei turni, potete anche scriverle e basta sulla sua pagina magari, oppure tramite mail all’indirizzo contattami@luxuryline.it che serve anche per richiedere appuntamenti, eventualmente eh.
Mi pare proprio di aver detto tutto tranne: divertitevi e fatela divertire!
Ciauu!
Martina